L’aspetto estetico dello studio medico

abito non fa il monaco

Il luogo comune

L’abito non fa il monaco

La realtà dei fatti

Tutti noi siamo condizionati dalle apparenze perché sono il primo contatto che abbiamo sia che si tratti di un oggetto oppure di un persona.

Un esempio

autosporca

Pensate ad esempio se doveste andare in una concessionario di automobili a vedere la vostra prossima auto: vi fareste illustrare le caratteristiche di un’auto tutta infangata esposta nel salone?….probabilmente no….a meno che non siate appassionati di rally 😉

La prima impressione di un ambulatorio medico

medical-office-interior

Secondo voi i pazienti verrebbero volentieri nel vostro studio medico se fosse arredato con mobili rovinati e vecchi, oppure con le crepe nei muri, o ancora con una sala di aspetto buia e polverosa?

Ovviamente se fornite un servizio di qualità probabilmente il contorno passerebbe in secondo piano, in fondo ai pazienti interessa che il medico risolva i loro problemi di salute, però è importante che i pazienti si sentano a loro agio nel vostro studio perché è solo questa situazione di “positività” che li spinge a consigliare il vostro studio e la vostra professionalità a conoscenti e parenti.

Partite dalle basi

Lettino medico elettrico

Crediamo che il classico lettino medico abbia fatto il suo tempo e già dal 2008 proponiamo una lettino multifunzione più moderna e pratico.

Promat è la soluzione per il medico che vuole offrire un servizio di qualità ai propri pazienti ed un esperienza piacevole nel proprio ambulatorio, costa anche meno di quello che pensate.

 

Il corretto trattamento degli strumenti chirurgici?

Trattamento dei ferri chirurgici

I ferri chirurgici riutilizzabili sono realizzati in acciaio, ma è errato credere che questo materiale sia industruttibile.

Esistono infatti fattori meccanici, termici e chimici che possono comprometterne la durata.

Ecco un elenco di fasi che sono richieste per garantire la durata dello strumentario chirurgico nel tempo.

Il trattamento dei dei ferri chirurgici comprende in generale:

  1. Preparazione (pre-trattamento, raccolta degli strumenti, pre-lavaggio ed eventualmente smontaggio)
  2. Pulizia, disinfezione, risciacquo ed eventualemnte asciugaturta
  3. Controllo visivo della puluizia e delle perfette consizioni del materuale
  4. Eventuale manutenzione e riparazione
  5. Verifica del funzionamento
  6. Contrassegno
  7. Eventualmente imballaggio, sterilizzazione e stoccaggio

L’associazione tedesca (ma di rilevanza mondiale) AKI che riunisce diversi produttori mondiali di ferri chirurgici, ha istituito dal 1979 un gruppo di lavoro permanente che rende disponibili periodicamente alcune pubblicazioni relative al corretto trattamento degli strumenti chirurgici.

La versione in italiano è disponibile on-line sul sito ufficiale AKI.

Potete anche leggerla di seguito: ( tutti i diritti sono di proprietà di A-K-I-.org)

 

 

 

Come funziona un elettrobisuri monopolare

Ecco lo schema di funzionamento di un elettrobisturi monopolare.

schema funzionamento elettrobisturi monopolare
Elettrobisturi monopolare

Riassumendo:

  1. Il generatore eroga corrente
  2. L’elettrodo attivo trasmette la corrente ai tessuti
  3. La corrente viaggia attraverso il corpo umano
  4. La piastra (detta elettrodo neutro o di ritorno) cattura la corrente attraverso il corpo
  5. Il generatore riceve dalla piastra la corrente di ritorno

Con un elettrobisturi monpolare è SEMPRE necessaria la piastra paziente per chiudere il circuito

Il posizionamento della piastra paziente deve seguire regole ben precise per assolvere al suo importante compito, quello di dissipare e raccogliere la corrente residuo su una superficie più ampia possibile.

Un errato posizionamento della piastra paziente può causare ustioni e danni al paziente.

Gli elementi principali di un sistema di chirurgia monopolare:

  • un generatore di corrente (elettrobisuri)
  • Elettrobisturi ambulatoriale
Elettrobisturi ambulatoriale
  • un elettrodo attivo
Manipolo monopolare per elettrobisturi
Manipolo con elettrodo monopolare per elettrobisturi
  • un elettrodo di ritorno (piastra paziente)
Piastra paziente per elettrobisturi monopolare
Piastra paziente (monouso) per elettrobisturi monopolare

La sicurezza elettrica nei locali ad uso medico

Vi state chiedendo se l’impianto elettrico del vostro studio medico è in regola?

Facciamo un po’ di chiarezza e vediamo quali sono le normative di riferimento e gli obblighi per i medici titolari di studio medico ed ambulatorio medico.

La sicurezza elettrica negli ambulatori medici

Per locali destinati ad utilizzo medico la Norma CEI 64-8 (Comitato Elettrotecnico Italiano) intende qualsiasi locale destinato a scopi diagnostici (es. studio medico di Medicina generale o specialistica), terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione dei pazienti, inclusi i trattamenti estetici.

Il titolo completo della norma è:

NORMA CEI 64-8/7. IMPIANTI ELETTRICI UTILIZZATORI A TENSIONE NOMINALE NON SUPERIORE A 1000 V IN CORRENTE ALTERNATA E A 1500 V IN CORRENTE CONTINUA. PARTE 7: AMBIENTI E APPLICAZIONI PARTICOLARI. SEZIONE 710: LOCALI AD USO MEDICO.

Sono quindi soggetti alla normativa sopra citate tutte le strutture sanitarie, quali ad es.

  • Ospedali;
  • Cliniche;
  • Case di cura;
  • Case di riposo;
  • Centri di diagnostica medica;
  • Centri estetici;
  • Ambulatori medici;
  • Studi odontoiatrici;
  • Studi medici generali
  • Studi medici specialistici
  • Locali adibiti ad uso medico ubicati all’interno di altre strutture (es. infermerie).

Dal punto di vista del rischio elettrico, i locali ad uso medico, sono classificati in tre gruppi (0,1,2):

Locali medici di Gruppo 0

A questa tipologia di locali si applica la norma generali sugli impianti elettrici e non quella specifica sugli ambienti medici.

Sono locali ad uso medico nei quali non si utilizzano apparecchi elettromedicali con parti applicate al paziente, in questi locali la visita del paziente non richiede l’uso di apparecchiature elettromedicali applicate al paziente stesso.

Rientrano in questo gruppo:

  • gli ambulatori generici (es. Medicina generale)
  • le sale per massaggi (dove non si utilizzano apparecchi elettromedicali o apparecchi per uso estetico, es cavitazione, tecarterapia ed in generale tutti gli elettromedicali).

In questi locali è raccomandato un impianto di illuminazione di sicurezza o di riserva che può essere ottenuto anche mediante semplici lampade di emergenza autoalimentate.

Locali medici di Gruppo 1

Sono locali ad uso medico nei quali le parti applicate degli apparecchi elettromedicali sono connesse al paziente in modo non invasivo (esternamente) oppure in modo invasivo ma non nella zona cardiaca.

Ma cosa si intende per parte applicata?Semplice ogni dispositivo che prevede per il suo funzionamento sia diagnostico che terapeutico la connessione  diretta al paziente di una sua terminazione. (es. ECG, elettrobisturi, ultrasuoni riabilitativi, tecarterapia e molti altri).

Rientrano, ad esempio, in questo gruppo:

  • Camere di degenza;
  • Sale per esami ECG, EEC, EHG, EMG, endoscopie, radiologia, ecc.
  • Sale per emodialisi;
  • Sale per medicina nucleare;
  • Sale parto;
  • Studi odontoiatrici;
  • Ambulatori chirurgici;
  • Sale per trattamenti estetici.

Locali medici i Gruppo 2

Sono locali nei quali le parti applicate degli apparecchi elettromedicali coinvolgono la zona cardiaca, sono appannaggio di strutture complesse altamente specializzate ed organizzate in modo dettagliato.

Rientrano, ad esempio, in questo gruppo:

  • Sala per anestesia;
  • Sala chirurgica;
  • Sala per cure intensive;
  • Sala per esami angiografici ed emodinamici;
  • Sala prematuri.

CONTROLLO PERIODICO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

Il controllo periodico degli impianti elettrici è un obbligo che fa capo al datore di lavoro (nel caso specifico il medico titolare dello studio medico), nel contesto delle attività che deve mettere in atto per mantenere in efficienza tutte le misure di sicurezza per le persone che frequentano il locale.

E’ importante sottolineare che nel caso in cui il medico eserciti eserciti la propria professione in un locale in affitto, la responsabilità delle verifiche e controlli periodici sull’impianto elettrico, ricade in ogni caso sul locatario (il medico) e non sul proprietario (locatore) che solitamente si impegna a mettere a disposizione i locali senza però entrare nel merito dell’uso specifico degli stessi.

La normativa specifica per gli impianti elettrici in ambito medico.

La legislazione presenta richiami generali che fanno poi riferimento alle specifiche normative tecniche che nel caso degli luoghi adibiti ad uso medico sono riportate nella Norma CEI 64/8 Sez. 710 – “Locali ad uso medico”.

I controlli periodici sugli impianti elettrici variano in funzione di fattori quali:

  • la dimensione della struttura
  • l’accessibilità da parte di pubblico
  • la tipologia di attività medica svolta nei singoli locali
  • ecc.

Bisogna infatti tener conto che gli impianti elettrici in locali medicali e non, sono da una parte fonte di rischi quali:

  • folgorazione
  • microshock
  • innesco e/o propagazione di incendio

ma dall’altra possono contribuire a ridurre o contenere rischi di altra natura (es. illuminazione di sicurezza, alimentazione di riserva, ecc.). Spetta quindi al datore di lavoro impostare un sistema organico e coordinato di controlli che, tenuto conto delle specificità della struttura, consentono un ragionevole monitoraggio della sicurezza dell’impianto.

Quali sono le verifiche periodiche da effettuare?

Il riferimento normativo si trova nell’art. 710.62 della CEI 64/8.
I controllo si dividono a seconda del soggetto a cui competono:

Spettano al datore di lavoro:

Controlli semestrali:
  • Prova funzionamento dei dispositivi di controllo dell’isolamento (se presente);
  • Prova funzionale dell’alimentazione dei servizi di sicurezza a batteria secondo le istruzioni del costruttore (se presente);
  • Controllo di funzionamento degli apparecchi per l’illuminazione di sicurezza, utilizzando sistemi di autodiagnosi o manuali (semplice distacco della corrente e verifica dell’autonomia di illuminazione)
Controlli annuali
  • Esame a vista generale;
  • Controllo dello stato delle principali connessioni dell’impianto di terra;
  • Verifica dello stato dei quadri elettrici;
  • Prova di funzionamento degli interruttori differenziali, con prova strumentale (effettuata da elettricista dotato di opportune apparecchiature di verifica e certificazione)
  • Ulteriori verifiche se sono necessarie se presenti ulteriori impianti specifici (es. rilevatori di fumo, sistemi di protezione cariche elettrostatiche, ecc)

Spettano all’ASL o altro organismo abilitato:

  • Verifiche periodiche di legge

Contattate il vostro elettricista di fiducia e fornitegli gli estremi normativi della norma CEI 64-8 sez. 710 affinché possa effettuare le verifiche di legge prescritte e ricordate di richiedere la certificazione delle verifiche effettuate con chiaro riferimento alla norma di riferimento, questo documento andrà esibito in occasione dei controlli da parte delle autorità.

Ricordate che nel caso di struttura complessa organizzata (es. poliambulatorio), la responsabilità ricade oltre che sul titolare, anche sul Direttore Sanitario.

In linea generale il mancato rispetto nel rispetto nelle verifiche prescritte configura anche una violazione del D.Lgs. n. 81/2008 “Testo unico sulla sicurezza sul lavoro”, essendo il medico titolare dello studio medico a tutti gli effetti “datore di lavoro” nel caso in cui si avvalga di collaboratori (es. segretaria, infermiere, ecc.).

 

Uso sicuro dell’elettrobisturi

Vi proponiamo l’interessante presentazione del dott. Vincenzo Parrinello dell’ Unità Operativa per la Qualità Responsabile dell’AOU Vittorio Emanuele di Catania sui rischi dell’elettrobisturi.

Watch movie online The Transporter Refueled (2015)

L’invenzione del’elettrobisturi

Peter Bent Brigham Hospital in Boston
Peter Bent Brigham Hospital in Boston

Il primo utilizzo dell’elettrobisturi in sala operatoria risale al lontano 1 ottobre 1926 presso il Peter Bent Brigham Hospital a Boston, Nel Massachussets (USA).

dott cushing primo utilizzatore elettrobisturi
Dott. Harvey Cushing
william t. bovie
Dott. William T. Bovie

Il Dott. Cushing, illustre neurochirurgo del secolo scorso  pochi giorni prima (28 settembre 1926)  non era riuscito a rimuovere una massa dal tessuto cerebrale di un paziente a causa dell’elevata vascolarizzazione dell’area.

Cushing pensò così di utilizzare una tecnologia che aveva già visto pochi anni prima e che William T. Bovie, stava sviluppando e studiano presso Harvard Cancer Commission.

Cushing tentò quindi di asportare la massa tumorale utilizzando il generatore per elettrochirurgia di Bovie, riuscendo ad evitare le problematiche di sanguinamento che era solito dover affrontare in interventi simili.

L’intervento era riuscito ed aveva dato il via all’elettrochirugia moderna che è diventata prassi quotidiana per un’ampia varietà di procedure chirurgiche nelle più disparate specialità; ginecologia, dermatologia, neurochirurgia, ORL, chirugia addominale e molte altre.

Negli anni seguenti le apparecchiature subirono costanti miglioramenti ma il Dott. Bovie, inventore del’ generatore per elettrochirurgia non beneficiò mai dei proventi della sua invenzione in quanto vendette il suo brevetto per il prezzo simbolico di 1$ all’azienda Leibal-Flarsheim.

Al giorno d’oggi sarebbe impensabile operare senza questo importante strumento.

L’elettrobisturi è noto oggi anche con i seguenti termini: