Cos’è la chirurgia bipolare

Chirurgia bipolare

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Viene effettuata con particolari pinze che presentano un’impugnatura isolata e delle punte esposte per condurre corrente.

  • La parte attiva del circuito ed il mezzo di ritorno sono entrambi sul sito chirurgico.
  • Il percorso della corrente è confinato alle punte della pinza bipolare
  • Non è necessario applicare la piastra paziente nelle procedure di polari.

Cos’è la chirurgia monpolare

Chirurgia monopolare


Nella chirurgia monopolare è necessario tenere presente i seguenti punti fondamentali:

  • l’elettrodo attivo viene posizionato sul  tessuto ed è montato su un manipolo
  • l’elettrodo neutro (detto anche elettrodo di ritorno o piastra paziente) è applicato sul paziente stesso e ben adeso alla cute.

La corrente deve poter transitare attraverso paziente partendo dall’elettrodo attivo per raggiungere l’elettrodo di ritorno

Il termine monopolare identifica la modalità più comunemente utilizzata negli elettrobisturi.
Ciò è dovuto alla sua versatilità ed efficacia.

Nella chirurgia monopolare elettrodo attivo si trova direttamente sul sito chirurgico.

L’elettrodo di ritorno o piastra paziente è applicato in un’area del corpo del paziente.

La corrente attraverso il paziente completando il circuito dalla elettrodo attivo fino all’elettrodo neutro o piastra.

Il circuito monopolare, elementi principali

  • elettrobisturi o generatore
  • elettrodo attivo
  • paziente
  • piastra paziente o elettrodo di ritorno

Operare con la corrente elettrica

Principi di base della corrente

in sala operatoria

I principi di base della corrente sono estremamente importanti in sala operatoria.

  • L’elettrobisturi è la fonte del flusso di elettroni e del voltaggio.


Il circuito elettrico è composto da:

  • generatore
  • elettrodo attivo
  • paziente
  • piastra di ritorno

Le strade messa a terra sono numerose e possono includere il tavolo operatorio i membri dello staff chirurgico le apparecchiature, ecc.

Il corpo del paziente ed in particolare i tessuti  forniscono l’impedenza producendo calore non appena gli elettroni riescono a vincere l’impedenza stessa.

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La nascita dell’elettrobisturi

Il primo utilizzo dell’elettrobisturi in sala operatoria risale al lontano 1 ottobre 1926 presso il Peter Bent Brigham Hospital a Boston, Nel Massachussets (USA).

Peter Bent Brigham Hospital
Peter Bent Brigham Hospital
Il Dott. Cushing, illustre neurochirurgo del secolo scorso  pochi giorni prima (28 settembre 1926)  non era riuscito a rimuovere una massa dal tessuto cerebrale di un paziente a causa dell’elevata vascolarizzazione dell’area.

Cushing pensò così di utilizzare una tecnologia che aveva già visto pochi anni prima e che William T. Bovie, stava sviluppando e studiano presso Harvard Cancer Commission.

Cushing tentò quindi di asportare la massa tumorale utilizzando il generatore per elettrochirurgia di Bovie, riuscendo ad evitare le problematiche di sanguinamento che era solito dover affrontare in interventi simili.Watch Full Movie Online Streaming Online and Download

L’intervento era riuscito ed aveva dato il via all’elettrochirugia moderna che è diventata prassi quotidiana per un’ampia varietà di procedure chirurgiche nelle più disparate specialità; ginecologia, dermatologia, neurochirurgia, ORL, chirugia addominale e molte altre.

Negli anni seguenti le apparecchiature subirono costanti miglioramenti ma il Dott. Bovie, inventore del’ generatore per elettrochirurgia non beneficiò mai dei proventi della sua invenzione in quanto vendette il suo brevetto per il prezzo simbolico di 1$ all’azienda Leibal-Flarsheim.

Al giorno d’oggi sarebbe impensabile operare senza questo importante strumento.

L’elettrobisturi è noto oggi anche con i seguenti termini:

  • diatermo o diatermocoagulatore (il termine in realtà identifica il termocauterio)
  • bisturi elettrico
  • elettrocauterio (il termine in realtà identifica il termocauterio)

Differenza tra termocauterio ed elettrobistuti

Termocauterio = elettrobisturi?


VS


L’elettrocauterio detto anche termocauterio alle volte è descritto come elettrobisturi ciò non è corretto.

  • Elettrocauterio/termocauterio:usa una corrente continua (gli elettroni corrono in una direzione)

  • Elettrobisturi:usa corrente alternata.

  • Termocauterio:la corrente non attraverso il corpo del paziente.
  • Elettrobisturi:il paziente è  incluso nel circuito e la corrente attraversa il corpo del paziente stesso.

Dermatoscopia con luce polarizzata

Dermatoscopia è il termine utilizzato per descrivere i metodi di esame ottico delle lesioni cutanee.

La pelle è il più grande organo del corpo umano ed anche il più facilmente accessibile per un esame visivo.
Per una diagnosi precoce dei tumori cutanei è importante effettuare un controllo periodico delle lesioni.

L’incidenza del tumore cutaneo è di oltre il 40% rispetto gli altri tumori, con aumenti costanti ogni anno, per questo motivo sono necessari strumenti e metodi per la diagnosi delle lesioni.

I tumori cutanei più frequenti sono:

  • Basal Cell Carcinoma (BCC)
  • Squamous Cell Carcinoma (SCC)

essi differenziano dal melanoma che una forma di tumore cutaneo ad alta mortalità.

La diagnosi precoce dei tumori cutanei può essere realizzata con strumenti economici e permette di evitare l’utilizzo di strumenti di cura ben più costose quando la malattia fa la sua comparsa.

Poiché la cute è parzialmente translucente, la dermatoscopia utilizza dispositivi per visualizzare la pigmentazione della pelle sotto la sua superficie.

A tal proposito quando si tenta di visualizzare la struttura più profonda della pelle, è importante per ridurre la rifrazione della luce da parte della pelle che potrebbe oscurare le strutture sottostanti.

I metodi utilizzati per ridurre la rifrazione superficiale della pelle vengono detti esami in epiluminescenza.

Esistono diversi metodi di epiluminescenza della pelle:

  • in immersione con olio
  • a polarizzazione incrociata
  • con transilluminazione laterale

L’ epiluminescenza in immersione e l’epiluminescenza con luce a polarizzazione incrociata sono metodi che sono stati validati in maniera estensiva nel corso degli anni per la diagnosi precoce, mentre la transilluminazione laterale è ancora oggetto di studi e validazione cliniche.

La dermatoscopia in immersione con oli, gel, in generale fluidi di contatto, viene effettuata con il dermatoscopio.

I dermatoscopi permettono una visualizzazione ingrandita della pigmentazione sub superficiale, associata ad una sorgente di luce.

La metodica di lavoro prevede l’applicazione di olio tra la cute e di un distanzale di contatto in vetro.

L’olio e gli elementi in vetro tra l’occhio e la superficie della pelle riducono la luce riflessa dalla cute garantendo una visualizzazione più in profondità nelle strutture cutanee sottostanti.

Sebbene la dermatoscopia in immersione o epiluminescenza in immersione sia stata ampiamente riconosciuta come un eccellente metodo di analisi della pelle dimostrando un aumento nella sensibilità della rilevazione del melanoma, essa risulta piuttosto macchinosa e poco igienica (il paziente spesso presenta diverse lesioni da esaminare ed ognuna di queste richiede una piccola quantità di olio o gel  per dermoscopia) e richiede tempo al dermatologo che la esegue.

Per tale ragione il dermatoscopio è utilizzato prevalentemente dai dermatologi specializzati in lesioni pigmentate e per la valutazione di lesioni sospette non possono essere diagnosticate visivamente.
La dermatoscopia in immersione o epiluminescenza in immersione è stata indicata come meno efficace per la diagnosi e identificazione di BCC e SCC.
La pressione creata dal contatto del distanziale in vetro causa infatti l’ischemizzazione dei piccoli vasi sulla cute rendendo più difficile la visualizzazione della teleangectasia, che spesso è associata con BCC o da altre lesioni maligne.

La polarizzazione incrociata o polarizzazione ortogonale è un ulteriore metodo per ridurre la rifrazione della luce da parte della superficie della pelle per aiutare ed aggiungere precisione all’esame ottico e visivo della cute.

Polarizzazione lineare

La luce emessa dalla sorgente di luce viene in primo luogo polarizzata linearmente in modo che l’orientamento della luce che cade sulla superficie cutanea sia lo stesso del piano della polarizzazione.

Polarizzazione incrociata

Quando la luce entra nella cute il suo angolo di polarizzazione varia in quanto viene riflessa dalle strutture più profonde; la luce riflessa risulta in ogni caso ancora polarizzata nello stesso piano della luce incidente ma includendo un secondo filtro polarizzatore nel percorso di ritorno della luce si ottiene un filtraggio selettivo della luce.

Polarizzando la luce incidente con un secondo filtro polarizzazione la componente speculare della luce riflessa viene bloccata dal secondo filtro polarizzazione producendo quindi una visione migliorata proprio al di sotto della struttura superficiale, nelle strutture più profonde, proprio dove il dermatologo deve cercare le anomalie nelle lesioni.

La polarizzazione incrociata non richiede quindi l’uso di olio o gel  per dermoscopia in quanto grazie al particolare filtraggio della luce è in grado di assolvere lo stesso compito dei fluidi di contatto, ma senza richiedere quest’ultimo.

I vantaggi della dermatoscopia o dermoscopia a secco con luce polarizzata incrociata effettuata con i dermatoscopi a led di ultima generazione sono:

  • nessuna alterazione della vascolarizzazione
  • rapidità dell’esame
  • massima igiene
  • ottima resa visiva

 

In tal modo i colori, la pigmentazione, le infiammazioni, i follicoli ed vasi e tutte le strutture della pelle possono essere esaminate in maniera chiara e nitida.

Ecco un elenco dei dermatoscopi più diffusi sul mercato:

 

Alcuni video illustrativi:

 

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